Il tema degli immigrati rappresenta da anni una delle realtà sempre più presenti nel nostro paese e, in molti casi, questi ultimi hanno sostituito le nostre forze di lavoro nello svolgimento di attività oramai desuete per il cittadino europeo. Particolarmente delicata è la situazione in cui si trovano le famiglie degli immigrati dopo l’approvazione, da parte del governo, del famoso pacchetto sicurezza che, tra le altre conseguenze negative, ha anche quella di rendere più difficile la residenza in una città. Solo l’1/2 per cento della popolazione immigrata è proprietaria di una casa, il restante 98 per cento entra nel mercato degli affitti e nelle liste per gli alloggi popolari – le famiglie immigrate rappresentano quasi il 50 per cento della domanda di alloggio pubblico – alimentando in maniera rilevante il settore dell’inquilinato “sommerso”. In genere le abitazioni affittate agli extracomunitari sono in pessimo stato d’uso, e non regimentate da un regolare contratto locativo, ma la situazione si sta evolvendo, in quanto la crisi che stiamo vivendo sta facendo sì che molti proprietari, intimoriti dall’immettere sul mercato le proprie seconde case, si vedono costretti a farlo, anche in considerazione dell’effetto Imu che colpisce pesantemente proprio le seconde e terze abitazioni. Inoltre, e sempre per effetto della crisi, bisogna considerare che l’abbassamento dei prezzi, nell’ambito di una maggiore concorrenza di settore, con la conseguente rincorsa alla ricerca dell’inquilino, sta facendo sì che anche le condizioni degli appartamenti stanno migliorando gradatamente e il timore di eventuali denunce costringe anche i locatori più restii a mettersi in regola con contratti predefiniti. Il caso più frequente rimane quello dell’affitto di camere all’interno degli appartamenti; tale situazione trova forse la sua genesi in quanto i cittadini extracomunitari spesse volte sono sprovvisti di nucleo familiare e necessitano di condividere l’immobile locato con altri nelle medesime condizioni. Tutto ciò comporta, per il proprietario, una problematica da non trascurare in quanto dopo aver locato l’immobile ad un soggetto, questi lo subaffitta più volte senza la preventiva autorizzazione. Tale problematica potrà essere superata dai contratti di Cohousing che rappresentano una forte novità, in quanto offrono la possibilità di individuare più soggetti nell’ambito dello stesso contratto, anche se legati da parentela – come nel caso di marito e moglie – al fine di rendere maggiormente trasparente e sicuro tutto il rapporto contrattuale e tutelare maggiormente il proprietario dell’immobile.In questo momento di empasse economica, quanto esposto potrebbe rappresentare un’ulteriore apertura reddituale nell’ambito del mercato degli affitti, e al contempo una civile risoluzione di un problema che riguarda una realtà oggettiva nell’ambito della nostra popolazione residente.
Clemente del Gaudio Presidente della Borsa Immobiliare di Napoli |